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In questi anni, tra le forme alternative di finanziamento, si sta diffondendo il social lending.
Come per il crowdfunding, si tratta di piattaforme che offrono a privati (P2P lending) o a imprese (P2B lending) la possibilità di ottenere finanziamenti in forma di prestiti. I prestatori sono a loro volta investitori privati, imprese o investitori istituzionali che affidano alla piattaforma di lending l’allocazione ottimale dei fondi ai richiedenti al fine di minimizzare il rischio. Dal punto di vista contrattuale il rapporto fra il prestatore e il soggetto finanziato è qualificabile come un contratto di mutuo ai sensi degli articoli 1813 e ss. del c.c., per mezzo del quale una parte mette a disposizione dell’altra somme di denaro con la promessa da parte di quest’ultima di eseguirne il rimborso entro un certo periodo di tempo. La piattaforma offre un contratto di servizi di pagamento a distanza, sottoscritto dai partecipanti all’operazione di finanziamento (prestatore e finanziato).
Esistono due diversi modelli di business adottati dalle piattaforme di social lending: modello diffuso e modello diretto.
Nel primo caso, la piattaforma ha un ruolo attivo nel selezionare le richieste di credito pervenute e nel decidere l’allocazione del capitale investito. I prestatori mettono a disposizione della piattaforma una somma di denaro, indicando il tasso di interesse atteso il rapporto rischio-rendimento ritenuto soddisfacente; in pratica è la piattaforma che alloca il denaro fra i progetti ritenuti ammissibili, secondo i criteri indicati dai prestatori.
Il modello diretto, invece, consente al prestatore connesso via web di visualizzare in modo trasparente l’identità del richiedente e di scegliere a chi effettivamente prestare denaro, valutando il rapporto fra rischio e tasso di interesse promesso.
I vantaggi del social lending sono diversi: per i richiedenti innanzitutto la rapidità di valutazione della richiesta e, se positiva, nell’ottenimento dei fondi; per i prestatori, invece, la possibilità di ottenere tassi d’interesse superiori alle forme di investimento tradizionali e, con la Legge di Bilancio 2018, l’assoggettamento dei proventi per le persone fisiche al regime dell’aliquota sostitutiva del 26%.
I numeri, come dimostrato dal 3° Report sul Crowdinvesting dell’Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano, sono in forte crescita. Ad oggi il social lending ha raccolto 216,9 milioni di Euro complessivi, di cui 132,3 milioni solo nel 2018. Al 30 giugno 2018, risultano attive in Italia 11 piattaforme di cui 6 piattaforme destinate a finanziare persone fisiche (P2P lending) e 5 destinate a finanziare imprese (P2B lending).
YOPAdvisors segue le imprese e gli imprenditori nel processo di valutazione delle forme di accesso al credito più congeniali alla propria realtà. Se sei interessato a valutare un percorso di Social Lending, contattaci a info@yopadvisors.com, e costruiremo insieme un percorso per la richiesta di un finanziamento/prestito tramite piattaforme internet.
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