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Come avrà capito chi ci segue, YOPAdvisors ha un grande interesse nei confronti delle tematiche sulla leadership.
Siamo partiti dai consigli di Ilya Pozin, per passare alle riflessioni di Simon Sinek sul concetto di fiducia tra la comunità e il suo leader e sull’ispirazione che è alla base della leadership, fino ad approdare al concetto di leadership etica.
Vi ricordate che cosa diceva Judith Culp? Coerenza, responsabilità, capacità di delega, onestà intellettuale.
Con l’articolo degli australiani Juliet Bourke e Andrea Espedido sull’Harvard Business Review (scovato grazie a un post LinkedIn di Daniel Goleman, che seguiamo sempre con interesse) siamo stati attratti dal tema della leadership inclusiva.
Che cosa significa leadership inclusiva? Significa condurre i propri team compositi ad un alto livello di amalgama e condivisione.
Per spiegare, diciamo che un team può essere composto da persone diverse:
– diverse età;
– diverse formazioni,
– diversi livelli di preparazione,
– diverse etnie,
– diverse culture,
– diversi generi.
Queste differenze possono portare confronti interessanti e produttivi. E aumentare la produttività aziendale, se ben gestite.
Questa gestione ottimale è quella che chiamiamo leadership inclusiva.
Bourke ed Espedido hanno condotto una ricerca coinvolgendo oltre 4000 impiegati, per individuare quali sono i tratti ricorrenti nei leader inclusivi. Ne sono stati individuati sei:
Lo studio ha anche messo in luce quali possono essere quei comportamenti che vanno in direzione opposta alla leadership inclusiva, ovvero l’imposizione sugli altri, la dimostrazione di favoritismi, lo sminuire le opinioni altrui; sono, questi, alcuni degli atteggiamenti messi in atto per mantenere lo status quo, e che depotenziano i veri sforzi per la creazione di una cultura aziendale inclusiva.
I due studiosi australiani hanno individuato quattro punti su cui un aspirante leader inclusivo può voler lavorare:
– cerca un feed back da persone diverse da te: potrai percepire se sei considerato veramente inclusivo;
– sii molto esplicito: perché l’inclusione è importante, per te e per il business?
– Cerca la diversità: non rimanere all’interno della tua bolla di riferimento; rischi l’autoreferenzialità. Chiedi a persone al di fuori del tuo network le loro impressioni.
– Cerca segnali: se stai facendo un buon lavoro dovresti cominciare a vedere risultati positivi.
Fondamentalmente, per raggiungere un livello di leadership inclusiva ottimale, bisogna che il leader stesso prenda il coraggio a due mani ed esca dalla propria comfort zone, offrendo così al proprio team e a se stesso di confrontarsi e crescere propositivamente.
Vuoi uscire dalla tua comfort zone? Perché non cominciando a confrontarti con il tuo team e costruire assieme ai tuoi collaboratori un nuovo futuro?
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