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In Italia, moltissime PMI che si sono dedicate a percorsi di trasformazione 4.0, hanno spesso trascurato la sicurezza. Con lo smart working poi, sono aumentati gli attacchi dei cyber criminali, tutti rischi informatici legati a questa nuova tipologia di lavoro da remoto.
I dati del Politecnico di Milano, dell’ Osservatorio Cybersecurity e Data protection , rilevano che “otto attacchi su dieci, a livello globale, sono di puro cyber crime”. Circa 1.871 sono stati stati gli attacchi informatici nel 2020, di cui 156 quelli più gravi, con il 40% di aumento per le imprese di grandi dimensioni.
Quello che è importante comprendere è che la cybersecurity non dovrebbe ridursi all’acquisto di un singolo prodotto o servizio: è un processo che deve diventare parte dell’organizzazione delle aziende. Aziende che, a loro volta, dovrebbero formare le giuste risorse, specialisti con competenze Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica).
Uno spunto di riflessione sull’importanza della cybersecurity, viene dal recente episodio che ha visto la Regione Lazio subire uno degli attacchi hacker più gravi che abbiano mai colpito il nostro paese. E, mentre le indagini della Polizia Postale proseguono, viene da chiedersi quali siano state le implicazioni e le norme impattate. Sono infatti stati esposti dati anagrafici, dati di residenza, codici fiscali e dati sanitari, anche se legati esclusivamente alla campagna vaccinale. Sebbene queste tipologie di dati siano soggette alla protezione del GDPR (Reg. UE 2016/679), i danni potrebbero essere contenuti in quanto la maggior parte degli stessi possono essere reperiti da fonti aperte. Sono stati però bloccati anche documenti e pratiche regionali con grave disservizio per la continuità operativa dell’attività regionale. La Regione Lazio ha dovuto inoltre notificare l’avvenuto data breach sia al Garante Italiano per la Privacy sia agli interessati, come previsto rispettivamente dagli artt. 33 e 34 del Regolamento, in attesa di comprendere la reale portata dell’attacco.
Questo ennesimo attacco cyber ai danni del settore sanitario, uno dei più colpiti a livello internazionale, soprattutto a causa della pandemia da Covid-19, ha rappresentato anche un’opportunità: la spinta decisiva all’ istituzione dell’ Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Uno strumento di safety che completerà gli altri strumenti di security di cui disponiamo: forze di polizia, difesa, Intelligence. E’ compito dell’Agenzia gestire simili crisi cibernetiche e curare la preparazione e la prevenzione in materia di sicurezza informatica. Accrescerà, inoltre, attraverso la promozione della cultura della sicurezza cibernetica, la consapevolezza del settore pubblico, privato e della società civile sui rischi e le minacce cyber.
Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale. Sono inoltre escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.
Il credito d’imposta è riconosciuto in misura del:
La misura del credito d’imposta è aumentata per tutte le imprese, fermo restando i limiti massimi annuali, al 60% nel caso in cui i destinatari della formazione ammissibile rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati, come definite dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 17 ottobre 2017.
Sono ammissibili al credito d’imposta le seguenti spese:
Sono ammissibili anche le eventuali spese relative al personale dipendente ordinariamente occupato in uno degli ambiti aziendali individuati nell’allegato A della legge n. 205 del 2017 e che partecipi in veste di docente o tutor alle attività di formazione ammissibili.
Le attività formative dovranno riguardare: vendite e marketing, informatica, tecniche e tecnologia di produzione. Di seguito elencate le tematiche relative alla Formazione 4.0 :
Internamente attraverso personale dipendente; nel caso in cui le attività di formazione siano erogate da soggetti esterni all’impresa si considerano ammissibili solo le attività commissionate a:
Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo. Il credito è utilizzabile, esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili, presentando il modello F24 attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
Ai fini dell’ammissibilità al credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve risultare da apposita certificazione – da allegare al bilancio – rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Le imprese non soggette a revisione legale dei conti devono comunque avvalersi delle prestazioni di un revisore legale dei conti o di una società di revisione legale dei conti. Sono escluse dall’obbligo di certificazione le imprese con bilancio revisionato.
È ammissibile, a incremento diretto del credito d’imposta entro il limite di euro 5.000, la spesa sostenuta per adempiere l’obbligo di certificazione contabile da parte delle imprese non soggette ex lege a revisione legale dei conti.
Le imprese che intendono fruire dell’agevolazione sono tenute ad effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico, richiesta al solo fine di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative.
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