
Come è noto, nel campo della Moda e del Design, i prodotti italiani spesso spiccano nei mercati internazionali per la loro creatività, gusto estetico e costante ricerca delle nuove tendenze.
Proprio per questo motivo, il Ministero dello Sviluppo Economico, tutela e sostiene l’ingegno e la creatività del made in Italy grazie al credito d’imposta riconosciuto per le attività di design e ideazione estetica.
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Secondo quanto stabilito nella legge di bilancio del 2020 (legge n. 160 del 27 Dicembre 2019 ) e confermato nel decreto del Ministero dello Sviluppo Economico “Transizione 4.0”, per attività di design e ideazione estetica si intendono:
le attività finalizzate ad innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali; quali, ad esempio, le caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della struttura superficiale, degli ornamenti. A questi effetti, per prodotto si intende qualsiasi oggetto industriale o artigianale, compresi i componenti di prodotti complessi, gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici e caratteri tipografici.
Viene inoltre precisato che, nei settori in cui è previso il rinnovo a intervalli regolari dei prodotti, come per esempio il settore dell’abbigliamento, sono considerate attività ammissibili al credito d’imposta i lavori relativi alla concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino elementi di novità rispetto alle collezioni e ai campionari precedenti con riguardo ai tessuti o ai materiali utilizzati, alla loro combinazione, ai disegni e alle forme, ai colori o ad altri elementi rilevanti.
La definizione di attività di design e ideazione estetica fa subito pensare a specifici settori in cui queste attività spesso sono l’espressione del proprio core business: settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica.
È richiesto che le imprese siano residenti nel territorio dello Stato (incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti). Non rileva invece la natura giuridica, il settore economico di appartenenza, la dimensione, il regime contabile e il sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
Il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 6% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.
Le spese agevolabili sono:
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