Il Business Coach: una guida che indica la via

Un percorso di Business Coaching ha uno scopo ben preciso: ottenere i risultati desiderati migliorando la propria professionalità. Ma come percorrerlo? Chiaramente non è un processo istantaneo, ma richiede strategia e applicazione, sotto l’indirizzo e il controllo di guide specificamente preparate e specializzate: i coach (o business coach, per essere precisi).

Uno dei protocolli adottati e promossi da YOPAdvisors è il R.I.D.E.R.E.: R per Risultati desiderati(obiettivi); I per Individuare le motivazioni, le risorse e gli ostacoli; D per Definire piano di azione; E per Esecuzione; R per Rimuovere gli ostacoli; E per Efficacia – analisi dei risultati – feed back.

Per spiegarne il funzionamento e l’applicazione vogliamo fare prima una premessa.

Le origini del Business Coaching

Se vi ricordate un mese fa abbiamo parlato di un metodo specifico di business coaching, il Build Up the Future. In quell’occasione abbiamo spiegato che il Business Coaching, e in maniera più ampia il Coaching puramente inteso, ha radici lontane.

L’etimologia di Coaching

Innanzitutto, l’etimologia stessa della parola coach ci riporta cronologicamente al XV secolo, e semanticamente al mezzo di trasporto: Cocchio in italiano, Coche in francese e spagnolo, Kocsisin ungherese, in ceco Koczi, Kutsche in tedesco moderno (poi, se si vuole indagare ancora più in profondità l’etimologia possiamo arrivare al greco antico Κόγχή, passando per il latino concha, che vogliono significare entrambi la conchiglia. Sempre latino è cochlea, la chiocciola. Presumibilmente un richiamo sia alla forma contenitiva della conchiglia che alla sua capacità di spostamento). 

In tempi più recenti “Coach” si riferisce ad una parola inglese che significa carrozza o vettura, è letteralmente un “mezzo” che trasporta una persona o un gruppo di persone in un percorso, da un punto di partenza ad un punto di arrivo definito.

Che cosa fa un Business Coach: guida il processo di crescita

Nei secoli quindi il coach inteso come mezzo di trasporto diventa per metonimia il suo conduttore,che oggi è inteso come quella figura che guida (nei paesi anglosassoni anche una squadra sportiva).

Il ruolo del coach è quello di allenare le persone a definire obiettivi utili e stimolanti; accrescere ed esercitare la propria leadership e la propria professionalità; assumersi le proprie responsabilità; avere atteggiamenti produttivi; realizzare comportamenti efficaci e superare le proprie abitudini; e numerose altre soft skills che oggi sono fondamentali per accrescere la propria competitività sul lavoro.

Un percorso di business coaching può essere fruito individualmente, con un rapporto one-to-one tra coach e coachee (il protagonista del percorso), o in sessioni di gruppo, che danno poi luogo a sessioni di team building vere e proprie.

Il Protocollo R.I.D.E.R.E.

Come ricordavamo, ci sono diversi metodi e ambiti di applicazione.

Uno, proposto da YOPAdvisors e già indagato, era denominato Build Up the Future: è un percorso di team coaching orientato a definire col team di direzione di una organizzazione una visione del futuro condivisa, gli obiettivi relativi ed una serie di progetti operativi finalizzati a raggiungere gli obiettivi.

Il protocollo, utilizzato dai consulenti YOPAdvisors e incentrato sull’empowering personale in ambito professionale, è il protocollo R.I.D.E.R.E..

Un acronimo come il R.I.D.E.R.E.è abbastanza evocativo, e predispone al buon umore, che, per nostra natura professionale, è requisito essenziale per lavorare bene.

Entrando nella specificità delle singole voci si nota un approccio molto focalizzato, che analizza obiettivi, motivazioni, ostacoli, risorse. E prepara strategie di esecuzione efficaci,monitorando effetti, problemi e risultati.

Le aree di intervento del protocollo di Business Coaching R.I.D.E.R.E.

Il protocollo si sviluppa nelle  tre aree di intervento che costituiscono la professionalità:

  • il SAPERE,ovvero tutta la parte di preparazione che individua gli obiettivi, il know-how già presente, e le competenze e gli strumenti richiesti.
  • Il SAPERE FARE, che poi è l’esecuzione: l’organizzazione, la messa in atto delle strategie,e, coerentemente, la parte di comunicazione interna ed esterna. Senza dimenticare l’utilizzo degli strumenti forniti.
  • Infine, il SAPERE ESSERE: le soft skills personali e la loro corretta gestione sono ciò che dà valore aggiunto alle hard skills (gli strumenti) e aggiunge valore al raggiungimento degli obiettivi.

YOPAdvisors coinvolge i partecipanti in un percorso completo, che copre tutti i livelli applicabili alla progettualità: hard skills (competenze), esecuzione (operations) e soft skills (attitudini).

Come può essere più efficace il tuo team? Vogliamo pensarci insieme?

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